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Pag. 04 — Figurine giocatori

Giocatori Zebre Rugby: la rosa storica completa del club di Parma nell'archivio

100 giocatori Zebre Rugby raccolti dalle schede conservate, ordinati per numero di maglia. Sono gli uomini passati dal club di Parma nelle stagioni della franchigia federale.

La rosa delle Zebre Rugby non è mai stata stabile: ogni estate portava via qualcuno e ne portava altri, e l'archivio conserva questo andirivieni una scheda alla volta. Questo registro raccoglie i giocatori Zebre Parma per numero, perché è così che il sito originale li ordinava. Chi cerca un nome preciso fra i giocatori Zebre Rugby lo trova nella casella del suo ruolo.

Giocatori emblematici

I giocatori Zebre Rugby per numero di maglia

Ogni numero raccoglie i giocatori la cui scheda stava sotto quel numero nell'archivio del club. In fondo a ciascuna serie resta una casella tratteggiata: non è un giocatore mancante ma un posto lasciato aperto, come in un album di figurine da completare — il registro non pretende di essere chiuso, e la casella lo dice invece di far credere il contrario.

1 7 giocatori

  • 1 Andrea De Marchi
  • 1 Andrea Lovotti
  • 1 Bruno Postiglioni
  • 1 Carlo Fazzari
  • 1 Flavio Tripodi
  • 1 Matias Aguero
  • 1 Salvatore Perugini
  • N. 001

2 7 giocatori

  • 2 Andrea Manici
  • 2 Bruno Mercanti
  • 2 Carlo Festuccia
  • 2 Davide Giazzon
  • 2 Oliviero Fabiani
  • 2 Sidney Tobias
  • 2 Tommaso Dapice
  • N. 002

3 9 giocatori

  • 3 Bartholomeus Le Roux
  • 3 Dario Chistolini
  • 3 David Ryan
  • 3 Emiliano Coria
  • 3 Guillermo Roan
  • 3 Lorenzo Romano
  • 3 Luca Redolfini
  • 3 Luciano Leibson
  • 3 Pietro Ceccarelli
  • N. 003

4 7 giocatori

  • 4 Andrei Mahu
  • 4 Andries Ferreira
  • 4 Federico Ruzza
  • 4 George Biagi
  • 4 Gideon Koelegenberg
  • 4 Michael Van Vuren
  • 4 Quintin Geldenhuys
  • N. 004

5 5 giocatori

  • 5 Filippo Cazzola
  • 5 George Biagi
  • 5 Joshua Furno
  • 5 Marco Bortolami
  • 5 Valerio Bernabo
  • N. 005

6 5 giocatori

  • 6 Emiliano Caffini
  • 6 Filippo Cristiano
  • 6 Jacopo Sarto
  • 6 Josh Sole
  • 6 Nicola Belardo
  • N. 006

7 8 giocatori

  • 7 Emiliano Caffini
  • 7 Filippo Ferrarini
  • 7 Jean Cook
  • 7 Johan Meyer
  • 7 Mauro Bergamasco
  • 7 Maxime Mbanda
  • 7 Nicola Cattina
  • 7 Paul Derbyshire
  • N. 007

8 4 giocatori

  • 8 Andries Van Schalkwyk
  • 8 Derick Minnie
  • 8 Johan Meyer
  • 8 Samuela Vunisa
  • N. 008

9 8 giocatori

  • 9 Alberto Chillon
  • 9 Brendon Leonard
  • 9 Carlo Engelbrecht
  • 9 Guglielmo Palazzani
  • 9 Luca Martinelli
  • 9 Luke Burgess
  • 9 Marcello Violi
  • 9 Tito Tebaldi
  • N. 009

10 7 giocatori

  • 10 Carlo Canna
  • 10 Edoardo Padovani
  • 10 Kelly Haimona
  • 10 Luciano Orquera
  • 10 Paolo Buso
  • 10 Serafin Bordoli
  • 10 Tommaso Iannone
  • N. 010

11 7 giocatori

  • 11 David Odiete
  • 11 Gabriele Di Giulio
  • 11 Giovanbattista Venditti
  • 11 Giulio Toniolatti
  • 11 Michele Visentin
  • 11 Samuele Pace
  • 11 Sinoti Sinoti
  • N. 011

12 6 giocatori

  • 12 Alberto Chiesa
  • 12 Faialaga Afamasaga
  • 12 Gonzalo Garcia
  • 12 Matteo Pratichetti
  • 12 Tommaso Castello
  • 12 Ulrich Beyers
  • N. 012

13 8 giocatori

  • 13 Alberto Benettin
  • 13 Giulio Bisegni
  • 13 Kameli Ratuvou
  • 13 Mattia Bellini
  • 13 Mirco Bergamasco
  • 13 Roberto Quartaroli
  • 13 Tommaso Boni
  • 13 Tommaso Iannone
  • N. 013

14 4 giocatori

  • 14 Dion Berryman
  • 14 Giovanbattista Venditti
  • 14 Leonardo Sarto
  • 14 Lloyd Greeff
  • N. 014

15 8 giocatori

  • 15 Daniel Halangahu
  • 15 David Odiete
  • 15 Dion Berryman
  • 15 Hendrik Daniller
  • 15 Kayle Van Zyl
  • 15 Kurt Baker
  • 15 Mils Muliaina
  • 15 Ruggero Trevisan
  • N. 015

Perché la rosa era fatta così

La presentazione della squadra delle Zebre Rugby in Comune a Parma, agosto 2014.
La presentazione della rosa in Comune a Parma, agosto 2014: una squadra ricomposta ogni estate, presentata ogni volta da capo. Foto: comune.parma — CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons (2014-08-29)

Per capire questo registro conviene sapere a cosa servivano le franchigie. Da quando l'Italia era entrata nel Sei Nazioni, nel 2000, la spiegazione ricorrente dei suoi risultati era sempre la stessa: i migliori giocatori italiani non avevano un campionato interno abbastanza competitivo, e chi voleva crescere doveva andare all'estero. L'ingresso di due squadre italiane nel campionato celtico, proposto per anni e ottenuto nel 2010, nasceva esattamente da quel problema.

Questo spiega la composizione della prima rosa delle Zebre. Dei trentasei giocatori sotto contratto nel 2012, soltanto tre non erano eleggibili per l'Italia: la franchigia non fu costruita comprando stranieri, ma raccogliendo italiani. Diciannove venivano dagli Aironi, la franchigia sciolta poche settimane prima. E la struttura prevedeva un'attenzione dichiarata alla crescita dei giovani, con lo stesso impianto che ospitava l'Accademia federale.

Ne consegue una cosa che si vede scorrendo i nomi: questo non è l'elenco di una squadra di mercato. È l'elenco di chi passava da un progetto federale, con i movimenti che ne derivano — arrivi dalle società affiliate, prestiti, rientri, e una rosa da ricomporre ogni estate.

Gestire una rosa federale

Una franchigia federale non gestisce i propri giocatori come un club di proprietà privata. I contratti passano per la Federazione, le convocazioni in nazionale hanno la precedenza sul calendario di club, e la rosa si ricompone ogni estate secondo esigenze che non sono soltanto sportive. Il registro qui sopra riflette questa instabilità: pochi nomi attraversano tutte e cinque le stagioni.

Un episodio documentato all'epoca mostra come il club intendesse il proprio ruolo anche sul piano disciplinare. Lo riportiamo perché fa parte della gestione della rosa in quegli anni, e con l'attribuzione della fonte in evidenza: non è un'informazione originale di questo archivio.

2014-10-29

Il caso di Brive-la-Gaillarde

Quanto segue è ripreso da OnRugby, 29 ottobre 2014, che riprende un comunicato della società. Questo archivio non è la fonte dell'informazione e non ne ha verificato indipendentemente il contenuto: lo riporta citandone la provenienza.

Il Comitato di Presidenza del club — presidente Pier Luigi Bernabò, vicepresidenti Giorgio Bergonzi e Artemio Carra — prese atto che tre giocatori, Dario Chistolini, Andries Ferreira e Leonardo Sarto, la sera prima della partita di Brive-la-Gaillarde avevano lasciato l'albergo senza chiedere autorizzazione e non avevano cenato con la squadra.

La trasferta era il secondo turno di Challenge Cup della stagione 2014-15.

Il Comitato giudicò il comportamento «non giustificabile ed inaccettabile nei confronti della Società, dello staff e dei compagni» e sanzionò i tre con una deplorazione scritta e una multa.

Il comunicato precisava che l'importo delle multe sarebbe stato destinato a opere di solidarietà, e che la società esprimeva apprezzamento per le scuse rivolte dai giocatori a tutte le componenti del club.

Riscontro con questo archivio. La partita di quella trasferta è conservata in questo archivio: Zebre 26-21 CA Brive, una delle due sole vittorie esterne di tutto il periodo documentato.

Vale la pena notare come finì. Il comunicato non si limita alla sanzione: destina le multe a opere di solidarietà e riconosce le scuse dei giocatori. E la partita per cui i tre erano in trasferta è una delle due sole vittorie esterne conservate in questo archivio. Riportare l'episodio senza la sua conclusione darebbe un quadro più severo di quello che le fonti descrivono.

Il vivaio e i club affiliati

La franchigia rappresentava i comitati di Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia e Piemonte, oltre alla provincia di Massa-Carrara: nei comunicati del club la squadra si chiama per questo il XV del Nord-Ovest. Fra i club affiliati figurano nomi storici del rugby italiano — Parma, Bologna, Piacenza, Lyons, Reggio Emilia — che costituivano il bacino naturale da cui la rosa si riforniva.

Lo stadio dove giocavano era stato il campo interno del Crociati Parma e dell'Accademia federale, e la squadra teneva i raduni estivi all'Università di Parma. Sono dettagli logistici, ma dicono qualcosa di preciso: la franchigia viveva dentro un'infrastruttura federale già esistente, non in una struttura propria costruita per lei.

Come cambiava la rosa del club di Parma

Giocatori documentati per numero di magliaDistribuzione dei giocatori documentati per numero di maglia. Giocatori per numero di maglia100 schede conservate, distribuite sui ruoli717293745556874889710711612813414815numero di magliaFonte: schede giocatori conservate, archivio Zebre Rugby
Quante schede conserva l'archivio per ciascun ruolo.

Molti dei giocatori Zebre Parma di questo elenco erano nazionali italiani; altri arrivavano da Sudafrica, Argentina, Nuova Zelanda per una stagione o due. Il club di Parma era una franchigia federale, e questo ne condizionava la rosa: la Federazione ci mandava i suoi, e attorno a loro si costruiva il resto. La rosa delle Zebre Rugby cambiava così ogni anno, e i giocatori Zebre Rugby che restavano più di due stagioni erano l'eccezione, non la regola.

Quali giocatori Zebre Rugby sono documentati in campo

Il registro dei giocatori Zebre Rugby elenca chi è passato dal club, non chi ha giocato una partita precisa: l'archivio conserva l'indirizzo delle schede, mai le distinte degli incontri. Le formazioni pubblicate all'epoca colmano in parte il vuoto. Incrociandone 15 con il registro si ottengono 154 presenze nel XV di partenza, distribuite su 68 dei 100 giocatori del club di Parma raccolti in questa pagina.

La distribuzione dice qualcosa sul materiale, non sulle carriere. Nove giocatori compaiono in cinque o più distinte, diciannove in tre o più, ventinove in una sola. Chi appare una volta non è un giocatore da una presenza: è un giocatore per cui è sopravvissuta una sola distinta. Con quindici formazioni recuperate su 101 partite documentate, il campione copre meno di un sesto del periodo, e ogni conteggio va letto come un minimo accertato.

Le distinte recuperate riguardano quasi tutte incontri interni — 13 su 15 — e questo introduce una distorsione da tenere presente: i giocatori che ricorrono in questo elenco sono soprattutto quelli schierati a Parma. Chi giocava prevalentemente in trasferta è sottorappresentato, non perché giocasse meno, ma perché delle trasferte è sopravvissuto meno materiale.

La fascia di capitano, e a chi passava

Un dettaglio che le distinte restituiscono e che nessun punteggio poteva dare: chi portava la fascia. Nelle formazioni recuperate si alternano 7 nomi, e l'ordine in cui compaiono segue le stagioni — Marco Bortolami (2012-13–2013-14), Quintin Geldenhuys (2014-15), Marco Bortolami (2014-15), Quintin Geldenhuys (2014-15), George Biagi (2015-16), Marco Bortolami (2015-16), Valerio Bernabò (2016-17).

Vale la pena notare che non si tratta di una successione pulita. Nella 2014-15 la fascia risulta portata sia da Marco Bortolami sia da Quintin Geldenhuys, e nella 2015-16 sia da George Biagi sia ancora da Bortolami: era una capitananza a rotazione, dipendente da chi scendeva in campo quella settimana, come capita in una squadra con molti nazionali e una rosa rifatta ogni estate. Quattro dei capitani sono seconde linee o terze linee, il che è coerente con il ruolo che di solito porta la fascia in una formazione di questo tipo.

Il numero di maglia: cosa classifica, e cosa no

Questa pagina ordina i giocatori Zebre Parma per numero di maglia perché era così che il sito del club li ordinava: ogni scheda viveva a un indirizzo che conteneva il numero, e quell'indirizzo è ciò che l'archivio ha conservato. È una classificazione utile e va capita per quello che è.

Le distinte d'epoca permettono di verificarla, e il risultato è netto: 19 dei 68 giocatori documentati in campo hanno portato almeno una volta un numero diverso da quello sotto cui il registro li classifica. Kelly Haimona, schedato sotto il 10, gioca una volta con il 12; Valerio Bernabò, schedato sotto il 5, compare con il 4, il 5 e il 6.

Non è un errore del registro né una contraddizione fra le fonti. Nel rugby il numero indica il posto occupato in quella partita, non l'identità del giocatore: una seconda linea può scendere in campo da terza, un mediano d'apertura da primo centro. Il numero della scheda è quindi il numero di riferimento di un giocatore, quello con cui il club lo presentava, e le distinte mostrano il numero effettivamente portato quel giorno. Chi cerca un nome preciso lo trova sotto il suo numero di riferimento; chi legge una distinta non deve stupirsi di ritrovarlo altrove.

C'è un riscontro che rafforza il registro invece di indebolirlo. Per i giocatori con più distinte il numero di riferimento è anche quello che portano quasi sempre — Marco Bortolami compare sette volte, sette con il 5; Quintin Geldenhuys cinque volte, cinque con il 4. La classificazione del sito originale riflette dunque un dato reale, e le divergenze si concentrano dove ci si aspetta che siano: fra i giocatori più versatili e quelli con una sola presenza documentata.

Chi segnava i punti

Di 7 degli incontri con distinta il resoconto d'epoca riporta anche i marcatori, minuto per minuto: mete, conversioni e punizioni con il nome di chi le ha realizzate. È il dato più granulare di tutto l'archivio, e riguarda una frazione piccolissima del periodo — 7 partite su 101.

Anche su questo campione ridotto emerge una regolarità: i punti passano quasi tutti per i piedi di due giocatori. Haimona (12 realizzazioni) e Canna (8 realizzazioni) sono i due nomi ricorrenti, ed è la conseguenza logica del loro ruolo: in una squadra che segnava poche mete e viveva di calci piazzati, il calciatore designato accumula la maggior parte delle realizzazioni. Le mete sono distribuite fra molti più nomi, ciascuno con una o due.

Su 7 elenchi di marcatori, 7 sommano esattamente il punteggio finale della partita: mete per cinque, conversioni per due, punizioni per tre, e il totale torna. È una verifica indipendente che vale doppio, perché conferma anche l'attribuzione della distinta — una formazione associata alla partita sbagliata non ricadrebbe per caso sul punteggio di quella partita.

Cosa contiene l'archivio

L'archivio conserva le schede pubblicate dal sito del club fino al 2017. Dove una scheda manca, la casella resta vuota: un registro che dichiara i propri buchi è più utile di uno che li nasconde.

Fonti

Domande frequenti

Quanti giocatori sono elencati in questo registro?

100, ricavati dalle schede conservate del sito del club. Non sono tutti quelli che hanno vestito la maglia: l'elenco vale quanto la documentazione sopravvissuta.

Perché i giocatori sono ordinati per numero di maglia?

Perché è così che il sito originale li organizzava: le schede stavano sotto un indirizzo che conteneva il numero di ruolo. Mantenere quell'ordine conserva l'informazione originale invece di sostituirla con un ordine alfabetico.

Le schede individuali dei giocatori sono consultabili?

Non ancora. Il contenuto delle schede non è stato recuperato e questo registro riporta per ora nome e numero. Aggiungere biografie non documentate sarebbe inventare, quindi le caselle restano quelle che sono.

Da dove viene l'informazione sull'episodio disciplinare del 2014?

Da un resoconto pubblicato il 29 ottobre 2014 da una testata specializzata, che riprendeva un comunicato della società. Questo archivio non è la fonte dell'informazione: la riporta citandone la provenienza, sanzione e conclusione comprese.

Perché la rosa era composta quasi solo da italiani?

Perché era lo scopo della franchigia. Dei trentasei giocatori sotto contratto nel 2012 soltanto tre non erano eleggibili per l'Italia: le due squadre italiane erano state ammesse al campionato celtico proprio per dare ai giocatori italiani un torneo competitivo in casa, invece di vederli partire all'estero.

Da dove arrivavano i giocatori?

Diciannove della rosa iniziale venivano dagli Aironi, la franchigia sciolta nel 2012. Gli altri dal bacino dei club affiliati di Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia e Piemonte — Parma, Bologna, Piacenza, Lyons, Reggio Emilia fra gli altri.

Il registro copre anche i giocatori precedenti al 2012?

No. Le schede conservate riguardano il periodo della franchigia federale. Del club a inviti attivo fra il 1973 e il 1996 non resta un elenco di formazioni consultabile.